Giro ad anello al Rocciamelone 08/08/2020 - Ancutza - Tips of Wellness
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Giro ad anello al Rocciamelone 08/08/2020

Giro ad anello al Rocciamelone 08/08/2020

Dal Lago di Malciaussia verso Colle della Croce di Ferro, Rifugio Ravetto, Rifugio Ca’ d’Asti, Rocciamelone – Discesa verso il ghiacciaio, Rifugio Tazzetti, Lago di Malciaussia

L’anno scorso durante una gita in montagna con degli amici, curiosando sulla cartina, abbiamo scoperto la possibilità di fare un giro ad anello per raggiungere il Rocciamelone.

Devo ammettere che io adoro i giri ad anello: salire su un certo sentiero e scendere prendendo un’altra strada per arrivare allo stesso punto di partenza. Permette di allungare un po’ il giro, di vedere paesaggi diversi e di esplorare meglio la montagna.

Il giro si può fare in senso orario oppure antiorario ovviamente. La nostra scelta è dipesa dal fatto che il mio compagno d’avventure aveva già fatto questo giro l’anno scorso nel senso inverso. Quindi questa volta abbiamo deciso di cambiare.

E’ un giro molto lungo: circa 23 km totali con più di 2000m dislivello. Mette a dura prova il fisico e la mente! Ci vuole un buon allenamento. La montagna non è mai da sottovalutare e bisogna essere ben consapevoli delle proprie forze e del fatto che si faranno ore e ore di camminata, su tratti anche esposti e molto ripidi. Noi ci abbiamo impiegato 12 ore 30 minuti, pause comprese. Siamo arrivati alla conclusione che saremmo potuti essere molto più bravi, ma è andata bene lo stesso e siamo stati contenti di fare questo giro.

La sveglia in questo caso è suonata prima dell’alba, alle 3.30! Preparazione e incontro a Lemie per poi salire insieme ancora un po’ addormentati fino al Lago di Malciaussia (1805m).

Abbiamo iniziato il nostro giro alle ore 6. Ero molto entusiasta e felice e allo stesso tempo assonnata, quindi ancora un po’ rallentata e mi guardavo attorno meravigliata. Ci ha pensato Paolo a svegliarmi, mettendomi fretta e un po’ d’ansia! ‘Dai dai dai!!! dobbiamo arrivare su presto! Non possiamo beccarci la nebbia sul ghiacciaio! Non ci orientiamo più! Dobbiamo tornare indietro! Non possiamo più fare il giro ad anello!’ Insomma terrorismo psicologico all’alba, quando io ancora cercavo di capire chi fossi e dove stessi andando.

Partenza ore 6 del mattino dal Lago di Malciaussia 1805m

Il sentiero iniziale sale gradualmente e non ci sono grandi difficoltà. E’ inoltre molto ben segnato e si cammina con facilità e scioltezza.

Verso Colle della Croce di Ferro, lieve salita

La prima tappa è il Colle della Croce di Ferro (2558m) dopo circa 2 ore di camminata. Qui ci fermiamo qualche secondo per fare la foto con Paolo che incalza: ‘Dai dai dai foto veloce! Il giro è lungo e non abbiamo tempo nemmeno per le foto!’ Abbiamo fatto una foto al volo e abbiamo proseguito, raggiungendo subito dopo il Rifugio Ravetto, che abbiamo superato velocemente. Il pezzo iniziale è fatto di lievi sali e scendi, un percorso anche in questo tratto semplice ma molto lungo.

Le foto al volo. Colle Croce di Ferro 2558m

Si ha una bella vista sulla Valle di Susa e si può vedere anche la Sacra di San Michele.

Dopo ore di camminata in lontananza si inizia a vedere il Rocciamelone e il Rifugio Ca’ d’Asti e anche se ci si avvicina sembrano sempre lontani.

Io che indico il Rocciamelone 3538m. Ore di camminata ed è ancora lontanissimo!
Noi dobbiamo arrivare lì: Rocciamelone 3538m

L’ultimo tratto per raggiungere il Rifugio Ca’ d’Asti inizia a diventare più ripido e faticoso. Io sono rimasta indietro, mentre Paolo è arrivato mezz’ora prima di me. La pendenza è notevole e sembra non arrivare mai anche se pare vicino. Mi è venuto spontaneo pensare: ‘Ma perché lo sto facendo?’ con anche qualche parolaccia annessa per la fatica che stava diventando sempre più grande.

E’ molto utile per me concentrarmi molto sul respiro in questi momenti e soprattutto abbinare il respiro ai passi. Si sposta così l’attenzione su questa azione e si pensa meno alla fatica. Il respiro è inoltre fondamentale in ogni momento della vita e della giornata.

Alle ore 10.30 finalmente l’arrivo al Ca’ d’Asti (2854m). Ci siamo presi una mezz’oretta buona di riposo e pausa cibo, fondamentalmente barrette, spirulina e chlorella (le mie alghe superfood per dare energia) e un gel energetico che mi ha passato Paolo. Abbiamo raccolto tutte le energie possibili per fare l’ultimo tratto di salita ripida per arrivare sulla punta del Rocciamelone.

Facce felici per essere arrivati al Rifugio Ca’ d’Asti 2854m
Rifugio Ca’ d’Asti 2854m

La pendenza è non indifferente e il passo diventa molto più lento. All’inizio ho camminato senza fermarmi, ma arrivata a metà strada la fatica ha iniziato a farsi sentire. Guardavo la punta che sembrava sempre più lontana, mi fermavo, brontolavo un po’ e ripartivo. Tra me e me pensavo che ormai non mi interessava più la nebbia o il giro ad anello. Ho deciso che non mi interessava correre e se ci fosse stata nebbia, pazienza, me ne sarei tornata indietro e l’avrei riprovato un’altra volta (magari partendo alle 5 del mattino… )

Verso il Rocciamelone 3538m

Alle 12.20 circa sono arrivata su. Paolo è ovviamente arrivato prima di me!

La vetta: Rocciamleone 3538m

Abbiamo fatto sosta qui, ammirato il paesaggio. Quasi non ci credevo che la salita fosse finita. Abbiamo valutato la situazione e sul ghiaccio per fortuna niente nebbia. Era bloccata dalle correnti d’aria. Siamo quindi scesi dalla cresta verso il ghiacciaio o quel che ne rimane. In molti tratti ormai è completamente sciolto e si vede la terra sotto. I ramponcini non sono serviti in questo caso.

Il ghiacciaio del Rocciamelone

Ci abbiamo impiegato molto ad attraversarlo, in parte su terra e in parte su neve. Abbiamo cercato di fare attenzione e passare solo dove indispensabile sul tratto innevato. E’ pur sempre un ghiacciaio e la prudenza non deve mai mancare.

Sul Ghiacciaio del Rocciamelone

Superato questo tratto inizia la discesa molto ripida nel tratto iniziale, verso il Rifugio Tazzetti. Un tratto anche un po’ tecnico perché bisogna far attenzione a non scaricare pietre.

Ormai affaticati siamo arrivati al Rifugio Tazzetti (2642m) dove ci siamo fermati per una sosta. Da qui abbiamo proseguito per un lungo tratto per arrivare alle ore 18.30 nuovamente al Lago di Malciaussia.

L’arrivo alle 18.30 al Lago di Malciaussia

Per fortuna c’è stato bel tempo e abbiamo camminato nella nebbia solo per un breve tratto nei pressi del Rifugio Tazzetti. Non ne siamo stati però ostacolati soprattutto nel tratto più critico che è quello del ghiacciaio. La nebbia purtroppo si crea spesso sul versante da cui siamo scesi, soprattutto nel pomeriggio.

Il cammino nella nebbia

Sono tornata a casa stanca, distrutta, ma felice e col sorriso.

La marmotta
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