Dopo l'arrivo... Un giorno a Santiago de Compostela: cosa succede - Ancutza - Tips of Wellness
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Dopo l’arrivo… Un giorno a Santiago de Compostela: cosa succede

Dopo l’arrivo… Un giorno a Santiago de Compostela: cosa succede

Sono arrivata, abbiamo festeggiato il compleanno di Diana, incontrato altri pellegrini, ci siamo abbracciati, abbiamo parlato, scoprendoci e aprendo la nostra anima.

Il giorno dopo l’arrivo, ho passato la giornata a Santiago.

La sera prima abbiamo salutato Diana e… Ci siamo commossi tutti. Questa mattina abbiamo dovuto salutare Thomas. Abbiamo fatto finta di essere tedeschi, duri e che non piangono, ma avevamo tutti gli occhi lucidi.

Thomas è una persona splendida, simpatico, carismatico, con un cuore grande, puoi notare la sua aura, scherza tantissimo, fa fare risate a non finire, è coinvolgente. È stato lui a iniziare a parlarmi nella cucina di Pontevedra. Mi ha coinvolto con le sue parole, i suoi scherzi, mi ha invitato a cenare con lui, Diana e Laszlo. Abbiamo condiviso momenti, esperienze e vino!

Sono stata prevalentemente sola durante questo cammino e questo mi è servito molto. Ho imparato a essere forte da sola, a prendermi cura di me stessa da sola, a contare su me stessa. Ho imparato che è difficile, tra dolori e pianti, giacere abbandonata e stesa sul pavimento. Ma sono riuscita a trovare la forza dentro di me, per continuare, per alzarmi, per camminare, per andare avanti.

Negli ultimi giorni però il cammino mi ha fatto un dono meraviglioso: questi amici pellegrini splendidi che mi hanno dato sostegno, compagnia, risate, momenti speciali, incontro di anime. Mi sono entrati nel cuore e sono rimasti lì. Non con tutti si riesce a instaurare questo rapporto speciale, ma con alcuni, come dice Thomas è come se ci si conoscesse da tutta la vita.

Separarsi da loro è stata dura e… Beh io non sono tedesca, io mi commuovo e piango…

Come succede a Santiago per caso si incontrano gli altri pellegrini incontrati durante il cammino.

Ala messa delle 12 abbiamo incontrato la signora portoghese che mi aveva dato indicazioni per l’albergue a Carreco, le ragazze polacche di Marinha e la famiglia americana che mi è rimasta nel cuore! Ci siamo abbracciati tutti. E in tutti questi abbracci e questi incontri c’è un passaggio di energia potente.

Abbiamo incontrato anche la coppia italiana nella piazza della cattedrale. La sera abbiamo rivisto Mauro e la coppia spagnola! Ci siamo visti per caso nel tapas bar direi più famoso di Santiago! Meta dei pellegrini! La maggior parte degli incontri avvengono lì! Abbiamo bevuto vino insieme.

La bevanda del pellegrino… È il vino… Forse fa sentire meno i dolori ed è un momento di condivisione.

Siamo entrati nella cattedrale e devo dire che non so per quale motivo, ma è stato un impatto davvero forte, più forte dell’arrivo davanti alla cattedrale. Un mix di emozioni, sensazioni molto intense.

Siamo rimasti solo io e Laszlo dopo la partenza di Thomas. Abbiamo vagato per le strade di Santiago. Abbiamo parlato a lungo, come negli ultimi giorni passati insieme. Come gli altri Laszlo è una persona molto speciale a cui devo ringraziare davvero tanto. Grazie a lui ho fatto ragionamenti e sono arrivata a determinate conclusioni. Grazie a lui ho compreso molte cose che non erano ancora del tutto chiare. Mi ha aiutato a fare chiarezza nella mia mente. Posso dire che questi giorni con lui sono stati una delle parti più importanti di questo cammino. Una persona che mi ha aiutato a fare la svolta. Piano piano ci siamo aperti, abbiamo parlato delle nostre vite e delle nostre esperienze, di quello che abbiamo dentro. Soprattutto io. Siamo andati nel profondo. Oserei dire che abbiamo parlato con il cuore e con l’anima. E questo è molto importante. Quando si va così a fondo è una scoperta di se stessi immensa!

Così un giorno a Santiago è passato. Ed è arrivato il mattino dopo. Per me si avvicina il ritorno a Porto per tornare a casa. Laszlo è partito per Finisterre. Come con gli altri, separarsi è difficile. Fatto di lunghi abbracci e commozione.

È un momento di intense emozioni per me. È difficile da spiegare tutto quello che si prova, tutto quello che c’è dentro, tutte le emozioni, tutti i sentimenti che le persone speciali fanno provare.

C’è magia lungo il cammino. C’è dolore, ma c’è tanta gioia, condivisione di momenti intensi, di dolori fisici e interiori, ci sono sorrisi, felicità, bellezza dei paesaggi, atmosfere affascinanti e suggestive.

Il cammino dona tutto ciò di cui abbiamo bisogno. È speciale, è straordinario, è intenso. Bisogna anche essere aperti per coglierne il messaggio, per accogliere ciò che abbiamo dentro e per proseguire con una rinnovata consapevolezza, diversi da prima, con un cuore diverso.

Questa volta io ho incontrato profondamente la mia anima, l’ho messa a nudo, aiutata e spinta da persone speciali.

Sono diventata più ricca sicuramente… E sono pronta per iniziare… Non sarà facile. Bisogna sempre tornare qui ogni tanto con la mente e ricordarsi dei doni del cammino. Perché è facile perdersi.

Lo si può raccontare, forse qualcosa arriva anche a voi che state leggendo, forse qualcosa si riesce a trasmettere.

Il cammino è comunque diverso per ognuno e solo vivendolo se ne può comprendere appieno l’intensità e lo splendore.

Vi scrivo da qui, dalla piazza Obradoiro, sono seduta sul mio zaino davanti alla cattedrale di Santiago de Compostela. Ha fatto freddo, è uscito il sole, ha piovuto per 2 minuti, è tornato il sole. Ho visto i pellegrini arrivare, ho parlato con loro, ho fatto loro foto. Mi godo ancora qualche momento di magia.

Magia che cercherò di portare sempre nel cuore.

Buen camino!

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