Giorno 6 Cammino Portoghese: da Baiona a Vigo 30km (o forse qualcuno in più) - Ancutza - Tips of Wellness
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Giorno 6 Cammino Portoghese: da Baiona a Vigo 30km (o forse qualcuno in più)

Giorno 6 Cammino Portoghese: da Baiona a Vigo 30km (o forse qualcuno in più)

Oggi giornata partita benissimo! Sveglia presto alle 5.20. Mi sono fasciata i piedi per le vesciche e anche le gambe! Mi sono cosparsa di crema alla calendula e poi coperto tutto con garze! I piedi non facevano più male, anzi sono partita a passo spedito. Il consiglio di dormire con le gambe su della signora spagnola madre y abuela ha funzionato!

Si passa nelle viuzze interne della città per poi uscire e trovare un bivio: la strada che passa all’interno e quella che passa lungo la costa. Ovviamente questo si sa solo se si ha una guida oppure qualcuno che te lo indica. La strada lungo il litorale non è indicata.

Mentre cercavo di capire dove andare ho incontrato una coppia di pellegrini spagnoli e abbiamo chiesto a un ragazzo del posto indicazioni. Così ci siamo diretti verso la costa! Ed eccolo di nuovo… L’oceano!

La coppia spagnola è della Galizia. Abitano vicino a Santiago de Compostela e questo è ormai il loro ennesimo cammino! Insomma lì hanno fatti quasi tutti!

Il paesaggio è una meraviglia! Incontro varie persone del posto, ci salutiamo sorridendo e con rispetto e proseguo.

In alcuni punti il cammino passa proprio dalla spiaggia.

Ad un certo punto tantissime frecce puntano verso destra, verso una stradina che va verso l’alto, quasi parallela alla strada principale del lungomare. Seguo le frecce anche se non sono convinta. Mi sembra strano! La guida diceva che in alcuni punti ci sono deviazioni e che si va verso l’interno ma poi si torna sul litorale. Incontro una signora di 80 anni, Dolores. Mi chiede dove vado e cosa sto facendo. Allora iniziamo a parlare. La signora mi dice che su quella strada si sale e mi consiglia di prendere la Carretera principale del lungomare. Anche se passano le macchine c’è la ciclabile e secondo lei è più veloce. Mentre torno indietro verso la carretera principale vedo altri pellegrini che vanno sulla stradina in salita con molta convinzione. Mi fermo a parlare con una coppia di pellegrini francesi, che in realtà non avevano nessuna guida e non conoscevano molto bene il cammino. Loro seguivano le frecce. Vedendoli tutti così convinti e avendo paura di prendere la strada sbagliata, li ho seguiti.

Mi sono accorta troppo tardi che quella strada non sarebbe mai tornata sul lungomare e passava dall’interno sulle colline e in mezzo a qualche bosco. Bello perché c’era un po’ d’ombra, ma percorso noioso, con tanti sali e scendi, pieno di frecce gialle! Non ci si poteva perdere… Interminabile però.

Quando mi sono accorta di aver fatto la parte interna mi sono arrabbiata, con il Cammino Portoghese e le sue indicazioni sbagliate o inesistenti! E con quel pezzo all’interno brutto e faticoso. E ho iniziato a parlare tra me e me ed esprimere la mia rabbia nei confronti della guida non aggiornata e delle indicazioni inesatte.

Il lungomare sarebbe stato più bello, meno faticoso e più corto!

Arrivo a Vigo con la coppia di francesi che ho incontrato più volte sulla strada. L’ingresso in città è odioso. Come in tutte le grandi città. Bisogna attraversare la zona industriale e la periferia. Questo passaggio è l’attraversamento della città stessa è odioso: smog, cemento, macchine, caos.

Non amo affatto le grandi città e fuggo sempre da esse!

Il mio umore è davvero pessimo per essermi persa il litorale e per essere arrivata in una città così grande.

Mi separo dai francesi che proseguono verso il loro albergo e decido di andare verso il litorale in realtà verso il porto. C’è una lunga strada da fare è scopro che é stato inutile perché si vede solo il porto e i porti grandi ovviamente non hanno un fascino indescrivibile. Anzi, è una zona molto brutta. Quindi mi dirigo verso il mio albergo.

Incontro una coppia di olandesi. Anche loro hanno preso la strada interna ma si sono accorti in tempo dell’errore e sono tornati sul litorale. Ovviamente mi raccontano quanto sia stato bello! Wow! Così la mia irrequietezza e scontentezza sale ancora di più.

Vigo grandissima città non ha albergue per pellegrini, ma tantissimi hotel, pension, ostelli. Scelgo un albergo che è verso la fine della città così sono più vicina domani all’uscita e che sulla guida è indicato come il più economico. Qui non hanno camerate e mi danno una camera singola. È libera nonostante non abbia prenotato! Che fortuna! Sinceramente tra il rumore delle macchine che passano qui sotto e qualcuno che russa in camera di notte, ma con silenzio di sottofondo… Preferisco gli albergue con tanti pellegrini che russano!

Sono arrivata in camera, mi sono seduta per terra, ho tolto le scarpe e mi sono sdraiata a terra. E sono rimasta lì un bel po’, immobile. Senza forze. Con i piedi che facevano male di nuovo. Sarebbe dovuta essere la mia giornata corta con meno kilometri, in cui godere un po’ di riposo. Ma così non è stato: ho allungato e ho faticato per la strada brutta che ho percorso.

Poi mi sono tirata su e sono rimasta seduta. Mi sono accorta di avere fame. Non avevo pranzato oggi. Così ho aperto il pacco di tortillas che avevo nello zaino e ho iniziato a mangiare abbattuta.

Certo… Tutto quello che avviene sul cammino ha un senso! Lo si può scorgere oppure no. Ma io sono fatta così: mi pongo domande su qualsiasi cosa avvenga sul cammino e osservo molto ciò che c’è e che avviene attorno a me è ciò che avviene dentro me.

Questo in realtà lo faccio sempre nella vita di tutti i giorni, anche se qui è molto più marcato. Il contesto fa sì che sia più accentuato.

La mia riflessione di oggi è che dopo tutto quello che sto passando ne uscirò fortificata, con una forza smisurata. E quando mi troverò in difficoltà mi ricorderò di questi giorni e riuscirò a rimettermi in piedi. È il viaggio del dolore e della solitudine. Vesciche ai piedi (ma quelle sono il minimo), irritazione sui piedi, le caviglie e le gambe, occhio e mezza faccia gonfia, male ai piedi.

Dolore fisico che porta fuori tutte le paranoie e i pensieri interni. Così si crea un doppio dolore. E la solitudine non aiuta.

Sul cammino francese non sono mai stata così male! Ho fatto più di 800 km in un mese e ho avuto solo vesciche e male ai piedi. Male ai piedi che è poi scomparso! Lì anche se ero sola, eravamo in tanti e in qualche modo ci incontravamo, ci salutavamo e ci incontravamo di nuovo! Ognuno aveva le sue pene fisiche e interne e le condividevamo. Ci rendevamo conto che c’era qualcuno che stava peggio di noi o come noi e ci consolavamo e facevamo forza a vicenda.

Sapevo che sul Cammino Portoghese ci sarebbe stata meno gente, ma quelli che ci sono fanno ognuno una parte diversa e corrono come treni, come se volassero, sembra che non abbiano nessun male! Ma come fanno? Al confronto mi sento una lumaca con mille problemi, sconsolata, dolorante.

In alcuni momenti ho pianto! Perché non capivo come potessi essere in queste condizioni! E mi dovevo fare forza da sola!

Da casa però mi sono vicini e questo mi da un po’ di forza!

Dopo aver passato credo una lunga ora sdraiata a terra, mi sono alzata e sono andata a fare la doccia. Ogni passo un ‘Ahia!’

Lo ammetto: in questi giorni ho piantato qualche urlo, qualche parolaccia liberatoria! Ci vuole e ci sta!

Dopo la doccia sono andata al supermercato a prendere colazione e pranzo per domani e fare scorta di frutta secca!

Poi parca cena con piselli in scatola, pomodoro, e gallette. C’è anche uno smoothie detox perché sento di avere necessità di un po’ di detox in questi giorni!

È arrivato il momento di cospargere piedi e gambe di calendula e andare a nanna! Adesso! Molto presto! Voglio riposare ed essere in piedi non dopo le 5 domani! Partenza presto per lasciare questa città e imboccare la Senda de Agua. Questa volta farò attenzione a prendere la strada giusta!

Buenas noches! Anzi buona movida a voi stasera. Io dormo! Baci baci!

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