Giorno 3 Cammino Portoghese da Marinha a Carreco 35 km - Ancutza - Tips of Wellness
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Giorno 3 Cammino Portoghese da Marinha a Carreco 35 km

Giorno 3 Cammino Portoghese da Marinha a Carreco 35 km

Oggi giornata importante, gioiosa e bella al mattino, dolorosa per il fisico e la mente al pomeriggio.

Mi sono svegliata in forma, ho ritirato i miei vestiti (quasi tutti) che avevo lavato la sera prima e risistemato tutto nello zaino. Per fortuna era tutto asciutto!

Sono partita facendo un piccolo pezzo nell’entroterra. Poi ho consultato la guida e sono tornata indietro verso la spiaggia. I segnali sono confusi. La Senda Litoral in questo tratto non viene segnata. Le frecce che sono comunque ben poche e nascoste, indicano la Rua da Costa. Ci sono 3 varianti infatti per il Cammino Portoghese: quello che si snoda all’interno, la Rua da Costa e la Senda Litoral. Bisogna sapere bene dove si sta andando, altrimenti si rischia di prendere il sentiero sbagliato.

Ad ogni modo io ho usato la guida e il navigatore! Questa operazione ha dilatato notevolmente i tempi di percorrenza di questo tratto. Ero inoltre l’unica pellegrina che seguiva la Senda Litoral. Ho attraversato campi smisurati di verdura e in lontananza ogni tanto vedevo l’oceano. C’ero solamente io, verdura, cipolle e qualche contadino. Ho respirato un po’ di ‘sano’ fumo perché qua e là i contadini davano fuoco a dei mucchi di erba.

Sono poi arrivata nuovamente l’oceano e ho imboccato in sentiero fatto di sabbia. Ho dovuto poi piegare verso l’interno per andare ad attraversare il fiume Neiva.

La guida in questo punto non era molto precisa sulle indicazioni, almeno io non le capivo. per mia fortuna ho incontrato un signore che mi ha indicato la via. Arrivata poi a un altro bivio, non sapevo nuovamente che direzione prendere ed è sbucato un altro signore ad indicarmi la via. Questa è la fortuna che compare e il cammino che aiuta nei momenti di difficoltà.

Ovviamente la strada non era ben segnata anche se qui si incrociava con la Rua da Costa. Mi aspettavo un grandissimo ponte e invece eccolo qui il ponte sul fiume Neiva:

Dopo il ponte proseguendo a destra si imbocca la Rua da Costa. Per la Senda Litoral non ci sono segnali. Bisogna sapere che bisogna andare verso sinistra, verso nord e verso la costa. Il navigatore ha aiutato molto anche questa volta.

Dopo un bel po’ si arriva alla spiaggia nuovamente. C’è un piccolo pezzo di lungomare poi si può scegliere se camminare sulla spiaggia direttamente oppure prendere le vie interne parallele alla costa.

Mi sono diretta alla spiaggia, ho tolto le scarpe e ho fatto circa una decina di km sulla spiaggia, bagnandomi i piedi nell’acqua. È molto faticoso per i piedi camminare sulla sabbia o sulla spiaggia, tra le onde. E si è anche rallentati! Ma è stato bellissimo, una gioia per lo spirito e anche per i piedi che godevano di questo contatto con l’acqua.

Ho incontrato solamente 3 pellegrini che però stavano facendo la strada al contrario: erano partiti da Santiago ed erano diretti verso Porto o Fatima! Abbiamo fatto 2 chiacchiere e poi proseguito ognuno per la propria strada.

Arrivata in fondo alla spiaggia ho visto dei ragazzi che facevano kitesurfing e sono rimasta rapita!

Mi sono finalmente fermata a pranzare in un localino sulla spiaggia. Qui ho parlato con un signore spagnolo, del cammino, dell’Italia e dei suoi viaggi lì.

Dopo pranzo è avvenuto il cambiamento! Il mattino è stato caratterizzato dalla gioia, dai sorrisi, dalla spensieratezza.

Il pomeriggio invece è stato caratterizzato dal dolore fisico ed esso scatena anche la parte mentale, porta fuori tutto il male che hai dentro, porta fuori la sofferenza, i pensieri. Almeno così vale per me.

Tutto è iniziato dopo pranzo: in bagno mi sono guardata allo specchio e mi sono accorta di avere mezza faccia gonfia. Non so per quale motivo. Non sento dolore, o bruciore o tensione, ma si vede che ho la faccia gonfia, parte della fronte e dell’occhio!

Forse mi sono sfregata l’occhio con la mano che aveva toccato la sabbia e l’acqua! Forse perché il primo giorno non ho messo bene la crema solare e mi sono un po’ ustionata tra la fronte e il cuoio capelluto. E non so per quale motivo in quella zona ho avuto anche del pus ieri sera.

Mi sono preoccupata! L’occhio ha iniziato a lacrimare. Sono tornata indietro al locale 2 volte! La prima perché avevo dimenticato in carica il telefono e la seconda perché avevo dimenticato la guida. Per fortuna ero ancora vicina e me ne sono accorta in tempo.

Così hanno iniziato a venire fuori i pensieri! La rabbia contro me stessa, il perdono che in parte c’è ma su cui bisogna ancora lavorare. La preoccupazione per aver comprato casa, per la responsabilità, la paura di non farcela; la non accettazione dell’aiuto da parte dei miei che è stato ed è prezioso, ma pesa perché non sono stata in grado di farlo da sola, quindi il giudizio negativo nei miei confronti; l’essere tornata a casa dei miei, che è ancora casa mia, ma non sentirmi a posto, non sentirmi pienamente a casa; la paura di disturbare e di aver sconvolto l’ordine e la routine che si era creata tra i miei senza di me; i dubbi sulle attività che sto facendo, la rabbia per certe dinamiche; i dubbi su tutto e la domanda fondamentale “Ma cosa sto facendo? Dove sto andando? In che direzione? Come lo sto facendo?”; la necessità di rimettere tutto in ordine.

Tutto questo in un istante si è fatto sentire! Uno schiaffo all’improvviso, una doccia fredda!

Mi sono ricordata che la stessa cosa era successa al mio amico Daniele quando siamo andati sul Cammino insieme. Per me era la seconda volta. Per lui la prima ed era in un momento di grande difficoltà. Tutto quello che aveva dentro è uscito fuori e si è scatenato sul suo fisico. Così come me adesso: le bruciature, il pus, la faccia gonfia e stasera anche le vesciche.

Così sono andata avanti e ho superato Viana Do Castelo. Non sapevo bene dove sarei arrivata, ma volevo camminare, non mi volevo fermare, volevo tirare fuori tutto! Così come il mio umore è cambiato anche il paesaggio.

È cambiato anche il mio fisico! Ho iniziato a sentire dolore ai piedi, alle gambe e con esso si è intensificata anche la fuoriuscita dei pensieri.

Così ho camminato, indolenzita, a volte più veloce, a volte più piano, piena di pensieri, dubbi. Ma anche piena di dolore interno, che ho lasciato portar via al vento. Mi sono fatta cullare dal vento. Ed è stato così piacevole sentire che mi innondava e mi scorreva addosso.

Ho percorso così circa 10km e quando ero quasi disperata perché ero molto lontana ancora dalla meta che avrei voluto raggiungere (Afife), ho visto un cartello: Albergue 1500m Casa Do Sardao, Carreco! Finalmente mi posso fermare!

In realtà sono poco più di 2km, in salita. Una distanza che sembrava interminabile! Ho incontrato un’altra pellegrina che mi ha salutato e mi ha detto che è molto bello, che ero quasi arrivata e che è aperto. Questo mi ha rincuorato, anche se sono stati ultimi 500m lunghissimi!

Arrivata all’albergue ero distrutta, mentalmente e fisicamente. Sono arrivata in un posto meraviglioso con una splendida vista, molto caratteristico. 12 euro per un letto, ma danno anche l’asciugamano, pulitissimo e spettacolare!

Mi ha colpito la frase: “Do something today that your future self will thank you for”

Ho fatto una lunghissima doccia, posso dire doppia: doppio passaggio di shampoo, doppio passaggio di bagnoschiuma, viste le mie condizioni fisiche pietose.

Per di più, ieri quando mi sono svegliata e mi sono guardata allo specchio, mi sono spaventata! Avevo una faccia bruttissima, nonostante avessi dormito. Insomma fisicamente sono devastata, mentalmente anche.

Era prevedibile, ma non avrei mai pensato così tanto! È così sul Cammino. Ma è così anche nella vita. È così anche quando apri te stesso e vai a scavare nel tuo profondo: passi dal peggio, dal dolore, dalla sofferenza, per arrivare alla gioia, alla comprensione, a stare finalmente bene.

Il Cammino agisce, ti da quello di cui hai bisogno! E quindi io abbraccio tutto questo, anche se fa malissimo! E attendo i prossimi giorni.

Ho curato le mie vesciche!

Ho cenato grazie alla generosità dei pellegrini. Sono arrivata in albergue alle 19.30. I supermercati erano già chiusi e il ristorante era troppo lontano e io non volevo più camminare! Mi ero rassegnata a mangiare 2 gallette e un po’ di frutta secca. Poi ho deciso di dare un’occhiata alla cucina. Ho trovato molti pacchi di pasta lasciati dagli altri pellegrini e anche un mezzo pacco di lenticchie, olio e curry. Perfetto! Mentre preparavo una ragazza è venuta in cucina e mi ha offerto dell’insalata!

Un po’ di luce, positività e un po’ di speranza che arriva dal Cammino!

Mentre scrivo questo articolo, è rientrato l’hospitalero. Abbiamo fatto 2 chiacchiere. Un ragazzo davvero simpatico e piacevole. Ha reso gradevole la mia serata e mi ha strappato qualche sorriso.

È tardissimo adesso, ed è arrivato per me il momento di riposare finalmente. Domani non so dove arriverò e cosa succederà.

Boa noite e buon riposo.

Ah… Dimenticavo… Spero vivamente di non essermi presa le cimici! Non sono pronta anche per questo.

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