Pratica e benefici dello Yoga in Acqua - Ancutza - Tips of Wellness
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Pratica e benefici dello Yoga in Acqua

Pratica e benefici dello Yoga in Acqua

La pratica dello yoga in acqua (Water Yoga) coniuga i benefici dell’acqua a quelli dello yoga. Si compone di diverse fasi: l’esecuzione di Asana del Hatha Yoga in acqua, esercizi di respirazione detti pranayama e esercizi di meditazione, rilassamento e visualizzazione.

L’acqua: elemento meraviglioso e i suoi effetti

L’acqua è un elemento meraviglioso che culla, rilassa, sostiene, permette al corpo di rilassarsi e sciogliere le tensioni, facilitando la concentrazione della mente e la meditazione. L’acqua è infatti un contenitore energetico molto potente. Allontana le tensioni negative, previene lo stress e l’insonnia. L’effetto massaggiante dell’acqua addolcisce i gesti e permette di eseguire con facilità movimenti e posizioni spesso molto difficili. In acqua infatti il corpo è più leggero, si ha un minor carico e si sbloccano le articolazioni, si allungano e si sciolgono i muscoli. Anche nel caso di articolazioni doloranti, patologie o traumi il movimento è facilitato e si accelera e si favorisce la guarigione.  La schiena viene liberata da tensioni, dolori e rigidità, favorendo un migliore allineamento vertebrale, rinforzando i muscoli e migliorando la flessibilità. Si acquista inoltre un buon tono muscolare.

Lo Yoga: cos’è?

Lo Yoga può avere diverse interpretazioni: può essere considerata una sorta di ginnastica, una religione, una filosofia, uno stile di vita, una tecnica per sperimentare stati di coscienza non ordinari, un metodo per rilassarsi, un culto esoterico orientale e altro ancora.

Ciò che è certo è che Yoga è una parola sanscrita che significa congiungere, reintegrare, mettere insieme ciò che si è separato. Più specificamente lo yoga coniuga due elementi fondamentali: il corpo e la mente. Essi non sono separati, scollegati bensì interagiscono tra loro. Agendo sulla mente si modifica il corpo e agendo sul corpo si modifica la mente. Non ci sono confini tra questi due elementi. Possiamo affermare che lo yoga ricongiunge il microcosmo umano con il macrocosmo universale. La pratica dello yoga infatti parte dalla ricerca di se stessi, della propria fede, della propria spiritualità. 

Le Asana dell’Hatha Yoga

Lo Yoga in acqua consiste innanzitutto nell’eseguire alcune Asana dell’Hatha Yoga in ambiente acquatico. La parola Asana in sanscrito indica una postura del corpo che sia possibile mantenere per un periodo prolungato e nell’immobilità, fino a raggiungere una sorta di rilassamento.  Il tempo minimo è di 3 minuti, anche se un tempo inferiore apporta comunque un effetto benefico anche se molto più blando. Non si avrà una vera e propria attivazione energetica del Chakra, ma una semplice stimolazione. Si può iniziare gradualmente, con il mantenimento per brevi periodi e man mano aumentare i tempi. Sia le posizioni sia gli esercizi di respiro devono terminare quando inizia la fatica e lo sforzo, quando la respirazione inizia a modificare il suo ritmo impedendo l’usuale calma e regolarità. Le Asana sono infatti uno strumento per osservare le potenzialità e i limiti del corpo. Possono essere sia di natura statica sia di natura dinamica e devono essere eseguite con totale presenza mentale. Il prolungato mantenimento di alcune posture può favorire particolari impressioni, apparizioni di immagini e portare a uno stato meditativo spontaneo fino al vuoto cosciente della mente, cioè la mente senza alcun pensiero. Chi è particolarmente sensibile può arrivare a quelli che si definiscono stati alterati di coscienza. E’ fondamentale accettare ciò che avviene dentro di sé. Le Asana aumentano inoltre l’elasticità e la forza di tutto l’apparato muscolare. 

E’ necessario eseguire i movimenti lentamente e partire dalla parte che si sente più debole, più rigida perché è questa parte che deve dettare i tempi di mantenimento. 

Non bisogna insistere nel tenere posizioni che arrecano dolore, ma è necessario assecondare il corpo e i messaggi che esso ci invia. il tempo e la pratica costante porteranno il corpo a sciogliere le sue rigidezze. 

Il Pranayama

Il Prana è il principio vitale che governo tutto l’universo. Vayu, il vento trasporta il Prana che viene assimilato dall’uomo attraverso la pelle e il respiro. In tutto ciò che è fermo, immobile, inerte non c’è Prana e non c’è energia.

Pranayama consiste nell’imparare a dirigere questo principio vitale nel corpo e nella mente attraverso tecniche particolari di respirazione. Nelle sue fasi di inspirazione, trattenimento ed espirazione il Pranayama ripropone i ritmi cosmici: l’emanazione, la conservazione, la dissoluzione per riportare all’unione del sé individuale con il cosmo. Attraverso il Pranayama diventiamo coscienti del respiro e consapevoli del continuo scambio con l’universo che ci circonda e delle conseguenti modificazioni della nostra coscienza fino alla sua totale espansione. 

I ritmi respiratori sono il riflesso dello stato mentale quindi con il Pranayama è possibile intervenire sui processi mentali regolando il respiro. 

L’inspirazione, Puraka, è associata alla felicità, alla luce, alla pienezza, alla vita, al prendere dall’esterno e ricaricarci di energia. Ogni volta che inspiriamo dovremmo prendere coscienza che la vita sta entrando in noi.

Il trattenimento del respiro a polmoni pieni, Antara Kumbaka, rappresenta il vivere la vita ed espanderla nell’organismo, diffonderla e percepirla nella sua totalità. 

L’espirazione, Rechaka, è associata alla tristezza, all’abbandono, al buio, al vuoto, alla morte simbolica. Ogni volta che espiriamo diventiamo sempre più coscienti che il soffio vitale esce da noi, si allontana per ritornare parte dell’universo. L’espirazione però da’ anche la possibilità di liberarsi da tutto ciò che è negativo, nocivo. Più i polmoni vengono svuotati, più si riesce a prendere dall’esterno, ricambiare e ossigenare tutto l’organismo. 

Il trattenimento del respiro a polmoni vuoti, Banya Kumbaka, rappresenta il vivere per pochi attimi, la morte simbolica, la solitudine, il vuoto, il nulla. Significa prendere coscienza della morte come uno degli aspetti della vita e del vuoto come vera pienezza. 

Questo concetto di vita-morte è fondamentale per aiutarci a comprendere i nostri sentimenti più profondi. 

Chi per paura del cambiamento non vuole analizzarsi, non ama porre attenzione al respiro e quando accetta di osservarlo lo trova insufficiente e superficiale. 

Il rilassamento

Di fondamentale importanza sono gli esercizi di meditazione, rilassamento e visualizzazione. Possono essere eseguiti singolarmente o in coppia, in piedi oppure in posizione supina sdraiati sull’acqua. L’istruttore può condurre un rilassamento guidato e proporre delle visualizzazioni. Può essere di breve durata solo pochi minuti, ma si può anche indurre un rilassamento più profondo e più lungo arrivando anche a 20 minuti. Ci deve essere una fase iniziale di rilassamento e una fase finale di ritorno. 

Tutte le fasi descritte precedentemente diventano molto potenti e d’impatto nell’acqua, ambiente in cui diventa molto più agevole e semplice lasciarsi andare alle emozioni e rilassarsi. Offre inoltre la possibilità di isolarsi dal mondo esterno e di concentrarsi solo sulle sensazioni che provengono dall’interno. L’acqua in definitiva regala un profondo benessere.

 

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