In bicicletta da Parigi a Mont-Saint-Michel continuando verso Saint-Malo e Rennes in 8 giorni - Ancutza - Tips of Wellness
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In bicicletta da Parigi a Mont-Saint-Michel continuando verso Saint-Malo e Rennes in 8 giorni

In bicicletta da Parigi a Mont-Saint-Michel continuando verso Saint-Malo e Rennes in 8 giorni

Da quando ho percorso il cammino di Santiago a piedi nell’ottobre 2013, ho iniziato a desiderare di percorrere un lungo tragitto anche in bicicletta. Ho sfruttato l’occasione della laurea e del compleanno nell’estate del 2015, per farmi regalare dai miei genitori una bellissima bici Scott, bianca e azzurra, con la quale ho fatto numerosi giri nella Valle di Susa. Quest’estate, invece, ho finalmente organizzato la mia vacanza alternativa in bicicletta: 650 km da Parigi a Mont-Saint-Michel, proseguendo verso Saint-Malo e poi Rennes in 8 giorni. La Francia propone molti tragitti da percorrere in bicicletta le cosiddette “Voies Vertes”: alcune tratte sono pista ciclabile sterrata altre, strade asfaltate in condivisione con le auto, ma poco trafficate e panoramiche. Il tragitto in bici da Parigi a Mont-Saint-Michel si chiama Véloscenie ed è molto famoso e sponsorizzato in Francia. Da Mont-Saint-Michel si può proseguire e si possono scegliere vari percorsi. Per quanto riguarda le indicazioni del percorso, non sempre sono presenti, a volte sono nascoste o poco chiare quindi è molto utile utilizzare un’Applicazione idonea su cui caricare i percorsi. Ci sono varie app che funzionano online oppure offline. Io ho scelto GPX Viewer online.

Per info sui tracciati GPS clicca qui

Per info sulla Véloscenie clicca qui

Per l’itinerario da Mont-Saint-Michel a Saint-Malo clicca qui

Per l’itinerario da Saint-Malo a Rennes clicca qui

Il mio compagno, Salvo mi ha seguito in questa avventura, anche se era inizialmente molto scettico e poco convinto.

Mio papà è stato di grande aiuto nella preparazione delle bici. Le abbiamo portare per un check pre-partenza e per montare i porta pacchi presso il nostro rivenditore di fiducia, Cicli Sumin Dario. Abbiamo montato le luci posteriori, acquistato i pacchi da mettere sui porta pacchi (io da 32litri, salvo da 40litri), l’antifurto extra resistente, la mini pompetta per gonfiare le bici, le camere d’aria. Salvo ha fatto anche un investimento molto intelligente ovvero sellino imbottito e copri-sellino. Io stupidamente ho pensato che i pantaloncini imbottiti tecnici sarebbero bastati e che mi sarei abituata. Non è stato così! Ogni volta che salivo sulla bici era un urlo di dolore, dal secondo all’ultimo giorno! Quindi il mio consiglio qualora voleste intraprendere questo genere di viaggio è assolutamente sellino imbottito e copri-sellino.

Ho preparato le tappe in anticipo stimando mediamente 80 km al giorno, in base al nostro livello di allenamento. Come al solito volevo faticare, mettermi alla prova, superare il mio limite.

Ho utilizzato prevalentemente Airbnb per prenotare gli alloggi durante il tragitto, accertandomi prima con gli host che ci fosse la possibilità di mettere le bici in un posto sicuro e tutto è andato davvero benissimo. Host gentilissimi e molto disponibili, case molto pulite e ben equipaggiate, prezzi contenuti. Ho scelto le case in posizioni centrali, per poterci spostare a piedi quando arrivavamo in loco. Dopo 80/100 km non vedevamo l’ora di posare la bici e camminare!

Ho anche scoperto che sul TGV Torino-Parigi non è possibile trasportare le bici intere ma solo smontate e inserite in una “housse pour vélo”, una custodia per bici. Ho dovuto quindi cercare un’alternativa: siamo andati in macchina fino a Chambery e da qui abbiamo preso il TGV per Parigi. I miei genitori ci hanno gentilmente accompagnati in macchina e ne hanno approfittato per farsi una gitarella in montagna. Per trasportare le bici con la macchina noi abbiamo scelto il supporto per bici che si monta nella parte posteriore della macchina.

E così sabato 28 luglio siamo partiti per quest’avventura!

 

Giorno 1: da Parigi Gare de Lyon a Versailles 24 km

Scesi dal treno ammetto che eravamo un po’ confusi. Era la prima volta che mettevamo i pacchi sulle bici, eravamo entrambi un po’ impacciati e abbiamo scoperto che non è un’operazione del tutto agevole, ma ci siamo riusciti, ci siamo fatti spazio con le bici tra la gente e ci siamo diretti verso il Punto Zero, il punto di partenza della nostra Veloscénie ovvero la bellissima Cattedrale di Notre Dame. Da qui ci siamo diretti verso Versailles ed è stato davvero faticoso nonostante i pochi kilometri: percorrere e uscire da una grande città è davvero sfiancante soprattutto per una non amante della città come me, sembra un tragitto infinito, in mezzo al traffico, allo smog, al caos.

Siamo comunque arrivati molto presto al nostro alloggio, la casa di Zak, prenotata su Airbnb, una casetta piccolina con un giardino davvero carino. Visto che siamo partiti di notte, e io non avevo dormito per niente abbiamo avuto tutto il tempo per riposare e recuperare le forze. Così il giorno dopo eravamo pronti per partire!

Vai sul sito di Airbnb

 

Giorno 2: Da Versailles a Chartres 114 km

Giornata intensa, al mattino abbiamo fatto solo 30 km perché abbiamo perso tempo, fatto tante soste, ci siamo un po’ persi. Abbiamo fatto il resto dei km, circa 80 km tutti nel pomeriggio. Abbiamo pedalato parecchio e c’era anche tantissimo vento quindi è stato ancora più faticoso, ma siamo stati decisamente bravi e sono stata molto soddisfatta della mia resistenza e forza di volontà. Il tragitto è stato prevalentemente su strada in condivisione con le auto, su stradine di campagna panoramiche, ma anche qualche tratto in mezzo al verde, nel parco de La Chevreuse.

Siamo arrivati verso le 19.30 a Chartres, meravigliosa città. Ci ha accolti Isabelle, la nostra host di Airbnb. E’ stata gentilissima e disponibile, ci ha fatto mettere le bici in uno stanzino chiuso a chiave. L’appartamentino era molto bello, pulito e vicino al centro.

Abbiamo scoperto che alle 21.30 quasi tutti i locali avevano già chiuso la cucina e abbiamo rischiato di non cenare. Per fortuna abbiamo trovato una brasserie, l’Annexe che rimaneva aperta fino a tardi.

Quella sera la nostra host ci ha informato che i monumenti principali sarebbero stati illuminati, infatti abbiamo lo spettacolo di luci proiettato sulla cattedrale ed è stato davvero incantevole e magico.

 

Giorno 3: Da Chartres a Nogent-le-Rotrou 79km

Tappa più breve con numerosi sali e scendi. Ho scoperto che i tratti in discesa sono molto belli, ma poi si pagano tutti. Abbiamo trovato infatti salite impegnative e il forte vento ha reso tutto ancora più arduo.

Nelle salite ho trovato il modo di concentrarmi e abbinare respirazione alla pedalata e ho scoperto che è un’ottima tecnica per aumentare la resistenza.

Si entra nella regione del Perche e il paesaggio diventa un po’ più bello ed è molto suggestivo l’inaspettato arrivo al Castello di Frazé.

Abbiamo alloggiato nella casa di Thierry, molto bella, spaziosa, pulita. L’unica aspetto negativo non c’era un posto al coperto e al sicuro per mettere le nostre bici, ma un cortile a cui poteva avere accesso chiunque, nonostante ci avessero detto il contrario in fase di prenotazione.

La sera abbiamo fatto una passeggiata nella città di Nogent-le-Rotrou e stranamente abbiamo trovato una città deserta, anche se eravamo vicini al centro e avrebbe dovuto essere una cittadina abbastanza turistica.

 

Giorno 4: Da Nogent-le-Rotrou a Alençon 87km

Tappa molto tranquilla, prevalentemente in piano e finalmente quasi tutta sulla “Voie Verte” sterrata, in mezzo al verde, solo per le bici e non più in condivisione con le auto.

I km però si fanno sentire e io avevo molto male alle gambe.

Siamo arrivati prima del previsto presso il nostro alloggio, casa di Maxime che ci ha accolti con molta gentilezza e disponibilità e ci ha aiutati a sistemarci in questo ambiente molto bello, spazioso e un po’ rustico.

 

Giorno 5: Da Alençon a Domfront 80 km

Tappa impegnativa con salite importanti e molto lunghe, sembrava non finissero mai.

Si attraversano prevalentemente rues partagées ovvero stradine in condivisione con le auto, alcune molto piccoline e panoramiche, altre in mezzo alla foresta e queste in condivisione con i camion che caricavano e trasportavano legna. Per fortuna ne abbiamo incrociato solo uno. Il panorama è comunque molto bello.

Molto carina è la cittadina termale di Bagnoles-de-l’Orne con il suo lago e un’architettura davvero particolare.

Abbiamo anche visto sopra le nostre teste alcune aquile, molto da vicino.

Questa volta abbiamo alloggiato in un albergo prenotato su Booking. Anche se aveva numerose recensioni positive è stato un po’ deludente.

E’ tipico di questa zona e da provare assolutamente il sidro di pere. Le nostre cene da quando siamo entrati nella regione della Normandia e proseguendo poi verso la Bretagna sono state accompagnate sempre dal sidro, di mele, pere, dolce o brut!

 

Giorno 6: Da Domfront a Ceaux 69 km

Tappa nuovamente tranquilla, prevalentemente in piano, in mezzo al verde. Siamo arrivati nel primo pomeriggio alla nostra meta, uno splendido B&B chiamato Au Bord Des Gréves, che ho prenotato su Booking. Per fortuna aveva anche una piscina piccolina e la Jacuzzi. Ho passato qui l’intero pomeriggio a rigenerarmi nell’acqua eseguendo esercizi di acquagym, Ai Chi, stretching. Adoro l’acqua e le attività in acqua e penso che sia un ottimo strumento per rilassarsi e distendere i muscoli dopo un intenso sforzo fisico.

Ci siamo fermati a una decina di km da Mont-Saint-Michel perché era quasi tutto pieno e non sono riuscita a trovare un albergo più vicino che fosse bello e avesse anche prezzi non troppo alti.

 

Giorno 7: Da Ceaux a Mont-Saint-Michel a Saint-Malo 74 km

Da Ceaux in lontananza si inizia già a vedere l’abbazia del Mont-Saint-Michel. Nei pressi di Courtils c’è il punto panoramico Pointe de la Roche Torin, che offre una splendida vista sul Mont-Saint-Michel e la baia e dove inizia anche un sentiero che permette di raggiungerlo a piedi. Abbiamo provato a percorrerne un pezzo con le bici, ma siamo arrivati a un tratto un po’ difficoltoso e poco segnato, quindi non ci siamo avventurati oltre. Non abbiamo avuto la possibilità di vederlo con l’alta marea, ma ha avuto comunque il suo fascino ed è stato davvero splendido. Ci siamo fermati ovviamente per una visita anche se veloce. Poi abbiamo proseguito verso Saint-Malo. Una parte del percorso è in riva all’oceano, quindi cambia notevolmente il paesaggio e i profumi. Arrivati alla nostra meta e dopo kilometri di pedalata sulle rive dell’oceano ci siamo concessi anche noi un bel tuffo nelle acque dell’Atlantico!

 

 

Giorno 8: Da Saint-Malo a Rennes 121 km

Da Saint-Malo a Dinan è consigliabile prendere il battello. Noi abbiamo scelto di farne a meno e procedere in bici. E’ un percorso fattibile, ma con un tratto da percorrere in tangenziale che abbiamo scoperto che è concesso e percorribile dalle bici. Non eravamo infatti gli unici ciclisti presenti, ma è comunque necessario fare molta attenzione ed è meglio evitarlo. Superato questo tratto iniziale il percorso è tutto in mezzo al verde, lungo il Canal de Rance, percorso solo dalle bici e prevalentemente in piano.

A Rennes abbiamo alloggiato presso l’appartamento di Delphine, prenotato nuovamente con Airbnb, molto piccolo, ma grazioso, in pieno centro, all’ultimo piano con una bellissima vista sulla città.

Prima di ripartire, nel pomeriggio del giorno dopo ci siamo concessi un delizioso pranzetto in un ristorantino molto carino, dove la specialità sono le “Moules de la Baie de Mont-Saint-Michel”, le cozze!

E così siamo arrivati al traguardo, con le gambe un po’ indolenzite, ma molto soddisfatti, contenti e rigenerati (mentalmente e spiritualmente)!

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